Cos’è l’Unesco e perché c’entra Lino Banfi?

Nella giornata di ieri, la Commissione Nazionale Italiana Unesco ha un nuovo rappresentante, come annunciato da Luigi Di Maio, con funzioni non ancora precisate: trattasi del celebre Lino Banfi, attore pugliese noto al grande pubblico italiano, anche ai giovanissimi, per le sue interpretazioni di Nonno Libero, in più di un decennio di ‘Un Medico in Famiglia’. La Commissione Nazionale per l’Unesco, nel nostro paese, fu istituita nel 1950, per favorire la promozione, il collegamento, l’informazione e l’esecuzione di programmi Unesco. Ma andiamo con ordine, precisando prima cos’è l’Unesco e quali sono i suoi scopi.

Unesco sta per United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization. Una cooperativa internazionale che si batte nei campi dell’istruzione, delle scienze, della cultura in generale.  Costituito nel 1945, entrò in vigore nel 1946 dopo la ratifica di venti paesi. L’Italia fu ammessa solo nel 1947, con ratificazione ufficiale nel 1948. I Paesi oggi membri sono 195.

L’Unesco nacque da una consapevolezza relativa ai trattati di pace firmati all’indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale. Una pace che secondo la cooperativa doveva e deve essere mantenuta con la comprensione reciproca, la solidarietà morale ed intellettuale. Compito dell’Unesco, ieri come oggi, è infatti quello di divulgare conoscenza, fornire strumenti educativi, aiutare le persone e le città, valorizzare un patrimonio.  Proteggere, insomma. Ed infatti una delle principali attività dell’Unesco è quella di tutelare i beni del Pianeta inserendoli nella lista dei “siti patrimonio mondiale”, e cioè tutti quei luoghi o cose che rappresentano una particolarità eccezionale, che sia poi naturale o culturale non fa differenza, l’importante è che rispondano ai criteri fissati dal Comitato per il patrimonio dell’umanità. Secondo l’ultimo aggiornamento la lista è composta da un totale di 1.092 siti (845 beni culturali, 209 naturali e 38 misti) distribuiti in 167 stati del mondo. Il Paese col maggior numero di siti nella lista (54) è l’Italia, seguita da Cina (53), e Spagna (47 siti): il primo dei beni italiani a entrare nella lista fu il complesso di incisioni rupestri della Val Camonica (nel 1979), il più recente è “Ivrea, città industriale del XX secolo (inserita nel 2018). Di recente, nei primi anni 2000, è stata istituita una lista di patrimoni orari e immateriali, che riguardano strumenti, oggetti, manufatti, che una comunità riconosce come patrimonio culturale.

In questi patrimoni possono rientrare dunque tradizioni ed espressioni orali, consuetudini sociali, eventi rituali e festivi cognizioni, attività tradizionali di artigianato ecc. Il più recente patrimonio italiano inserito nella lista è “l’arte del pizzaiolo napoletano”.

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