Due miliardi di persone bevono acqua contaminata

L’acqua è il bene più prezioso del mondo eppure non è oggi accessibile a tutti: sembra assurdo, ma i dati parlano chiaramente: due miliardi di persone bevono, oggi al mondo, acqua contaminata. Il mancato accesso all’acqua potabile, oggi, è una grande piaga mondiale e lo sarà ancora dal momento in cui le politiche di investimento non cambieranno, se non altro direzione.

L’acqua potabile è un bene che oggi viene negato a 2 miliardi di persone, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS: l’acqua a disposizione di una larga fetta di popolazione globale è oggi contaminata, soprattutto da inquinamenti di natura fecale. Così il bene più prezioso diventa il male maggiore, causa di morte: due miliardi, notate bene, utilizzano per scopi necessari e primari acqua che porta malattie. Una dissenteria è causa di morte per 500.000 persone l’anno, in particolar modo in aree tropicali del pianeta. Nel 2015, a questo proposito, l’ONU ha adottato un piano di sviluppo per eliminare la povertà, con lo scopo principale di garantire a tutta la popolazione globale l’accesso all’acqua e ai servizi primari igienico-sanitari. Il piano di sviluppo è rivolto a tutti gli abitanti del pianeta: il termine fissato per il raggiungimento degli obiettivi è il 2030 ma i dati dell’OMS non sono rincuoranti in questo senso.

Non è applicabile a meno che non vengano aumentati, anzitutto, gli investimenti. Il documento sottolinea come negli ultimi anni Paesi che abbiano aumentato del 4,9% gli investimenti nei servizi igienico-sanitari, non raggiungono un tasso sufficiente per soddisfare i livelli minimi richiesti per l’accesso all’acqua potabile e ai servizi di prima necessità. 114 miliardi di dollari: è questa la stima fatta dalla Banca Mondiale per far sì che ci si avvicini all’obiettivo, si tratta di una cifra che è tre volte quella degli attuali finanziamenti. A questa cifra inoltre andrebbero aggiunti i costi di esercizio e manutenzione.

La grande sfida dell’umanità è quella di portare tutti ad un facile accesso all’acqua potabile: una sfida da vincere, aumentando gli investimenti per produrre benefici per la salute e lo sviluppo. In tal modo si creerebbe occupazione e si ridurrebbe la mortalità legata all’acqua. Ma le premesse, a quanto pare, non sono delle migliori. O almeno non sono delle migliori per il 2030.

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