Chi assumerebbe la leadership mondiale al posto degli Stati Uniti?

L’affermazione del presidente Donald TrumpIl potere torna nelle mani del popolo. Da oggi l’America al primo posto”, solleva l’interrogativo su quale altra potenza potrebbe assumere la leadership a livello mondiale.

Cina e Russia sono tra le candidate capaci di esercitare una maggiore influenza economica e militare, mentre l’ambivalente Germania, potrebbe rappresentare “la bussola morale” d’ Occidente.

Per generazioni, gli Stati Uniti si sono impegnati in prima linea nell’ impostare un modello di economia globale, vigilare sulle minacce alla sicurezza internazionale e fornire soluzioni a situazioni critiche come l’epidemia dell’Ebola e il terremoto di Haiti.

Dopo il suo discorso inaugurale, carico di isolamento, basato sulla nozione che gli Stati Uniti hanno bisogno di pensare a se stessi, Trump non ha detto o fatto molto per sfatare l’idea secondo cui il resto del mondo deve risolvere da solo i suoi problemi.

Siamo uniti in un grande sforzo per ricostruire l’America. Troppo a lungo il potere ha prosperato, ma i posti di lavoro sono diminuiti e le fabbriche hanno chiuso. Affronteremo sfide e ci confronteremo. Siamo una sola nazione, condividiamo un solo cuore, una sola casa e un solo destino glorioso. Il giuramento di oggi è un giuramento di alleanza con tutti gli americani. Per molti decenni abbiamo arricchito le industrie estere, abbiamo difeso i confini di altre nazioni rifiutando di difendere i nostri confini. Abbiamo speso trilioni e trilioni di dollari all’estero mente le infrastrutture americane sono state lasciate in rovina. Ricostruiremo il nostro Paese con lavoro e mani americane. Insieme determineremo il corso dell’America e del mondo per molti anni a venire. Tutto ciò fa parte del passato” ha ribadito il neo-presidente.

Uno dei primi interventi di Trump è consistito nel ritiro dell’America dall’accordo
Transpacifico, (Trans-Pacific Partnership, accordo di libero commercio tra Usa e 11 Paesi del Pacifico), progetto avviato durante il governo del presidente George W. Bush e negoziato da Barack Obama per fissare delle regole commerciali con l’Asia volte a contrastare l’influenza economica della Cina. “Non possiamo lasciar scrivere le regole dell’economia globale a Paesi come la Cina”, aveva dichiarato il presidente uscente.

Rompendo l’accordo, Trump ha dichiarato di star facendo “qualcosa di grande” per i lavoratori americani. Ma il senatore repubblicano John McCain, ha affermato che con questo gesto “sta consegnando la leadership degli Stati Uniti nelle mani di Asia e Cina“.

La Cina non è l’unico paese che potrebbe trarre beneficio dall ”isolamento” americano. Anche Russia e Germania potrebbero arrivare ad occupare un ruolo preponderante a livello mondiale. Ma nessuno di questi potrà arrivare ad eguagliare il potere economico, militare e morale degli Stati Uniti, ragion per cui, si potrebbe generare un vuoto di potere.

Non c’è paese o gruppo di paesi in grado di fare ciò che l’America ha fatto nel corso dell’ultimo mezzo secolo“, ha chiosato Jon Alterman, ex funzionario del Dipartimento di Stato e attuale membro del Centro Studi Strategici e Internazionali. “E’ in parte una questione di risorse e capacità, ed è anche in parte una questione di ambizione. Semplicemente, molte cose non verranno fatte più”, ha aggiunto.

Anche se Cina e Russia sembrano apprezzare l’opportunità di provare a sostituire gli Stati Uniti a livello internazionale, molti paesi in Asia, Europa e altrove, si sono dimostrati preoccupati per la possibilità di un ritiro americano. Nemmeno la Germania ha ancora assunto una posizione sul ruolo di primo piano che giocherebbe come esempio e guida morale.

La Cina, che ha investito miliardi di dollari in Africa e in America Latina per esercitare la sua influenza sui paesi in via di sviluppo, potrebbe diventare una potenza economica sempre più grande. E’ già alla ricerca di un accordo commerciale multinazionale che rappresenterebbe un’alternativa alla Trans-Pacific Partnership, uno scenario che Obama già prospettava, avvertendo che la Cina potrebbe “dettare regole” che portano peggiori standard ambientali e lavorativi.

Pechino ha visto nel discorso di Trump un’opportunità per deridere la democrazia americana e vantare la superiorità del sistema comunista. E molti dei vicini Cinesi condividono i timori che le minacce di Trump genereranno una “guerra commerciale” con le potenze asiatiche dovuta alla tassazione dei prodotti cinesi.

Piaccia o no, l’economia globale è un grande oceano dal quale non si può sfuggire” ha dichiarato il presidente cinese Xi Jinping al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, illustrando i suoi piani per la crescita economica internazionale. Si tratta del tipo di ordine del giorno che gli Stati Uniti potevano vantare in passato. Le alleanze militari statunitensi non sono garantite”.

Trump ha ribadito che la NATO è “obsoleta” e ha sfidato gli alleati degli Stati Uniti ad assumere maggiori costi per incrementare la loro presenza militare nel Pacifico, mentre la Russia detiene il più grande potere militare in Europa orientale, che ha sofferto per decenni sotto il dominio sovietico.

E non è l’unico luogo in cui il Cremlino ha mostrato la sua forza. In Siria, la Russia ha sostenuto per più di un anno i successi offensivi del governo siriano contro i gruppi ribelli, e attualmente dirige i negoziati di pace tra le due parti. Gli Stati Uniti sono rimasti ad osservare durante i negoziati di lunedì scorso, mentre la Casa Bianca ha dichiarato che potrebbe allearsi con la Russia per combattere lo Stato islamico in Siria. Un accordo di questo tipo migliorerebbe in modo significativo la reputazione russa in Medio Oriente.

Con l’elezione di Trump, è crollato definitivamente il vecchio mondo del XX secolo“, ha affermato il Ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier al quotidiano Bild, riflettendo in queste parole le lamentele del Parlamento Europeo su una leadership internazionale sempre più confusa e disordinata.

I piani di Trump riflettono il dibattito mondiale sulla globalizzazione contro l’isolamento. Il primo ministro britannico, Theresa May, si recherà in visita a Trump nel corso della settimana, cercando la cooperazione del leader americano che ha applaudito l’uscita dell’ UK dall’Unione Europea. Obama aveva organizzato delle campagne perché ciò non accadesse.

Il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, ha applaudito la posizione di Trump “America First” e ha espresso sollievo pensando che gli Stati Uniti non interferiranno più nelle questioni interne delle altre nazioni. Il Primo Ministro ungherese Viktor Orban, a lungo accusato di tendenze non democratiche, ha approvato il messaggio dichiarando “la fine del multilateralismo” nell’era Trump.

Nonostante la crescente forza economica della Cina e il vigore militare della Russia potrebbero essere interessanti per alcuni, saranno poche le nazioni filo-occidentali che cercheranno di stabilire una leadership morale con questi paesi. La Germania ha cercato di riempire quel vuoto, accettando centinaia di migliaia di profughi e difendendo la diminuzione del multilateralismo dopo essere stata la causa di una delle più grandi atrocità della storia durante la seconda guerra mondiale.

Ma la Germania, motore economico dell’Europa, presenta una notevole lacuna: l’incapacità di eguagliare il potere degli aspiranti leader mondiali di Mosca e Pechino. E nonostante tutti i suoi sforzi, il cancelliere tedesco Angela Merkel deve affrontare una difficile rielezione alla fine di quest’anno, in cui scoprirà se la sua Germania è immune da questa nuova ondata di populismo.

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