Il PD alla ricerca di un giovane Prodi

La frase di Luigi Bersani, “il PD ha bisogno di un giovane Prodi”, ha creato sconcerto all’interno della minoranza del partito, poiché queste parole nascondono l’intenzione di voler scaricare Roberto Speranza, candidato principale alla segreteria del partito. In realtà, Bersani, è alla ricerca di un nuovo candidato premier. Una scelta che ha il fine di superare il metodo Renzi e di separare le cariche all’interno dello stesso Pd.

L’ex segretario ha già in mente alcuni nomi per la corsa a Palazzo Chigi, tra i quali personalità esterne ai democratici. Spetterà poi al congresso del Pd operare una scelta di campo, limitata non solo al partito e capace di presentare un leader che possa tenere unito tutto il fronte del centrosinistra, superando le divisioni esistenti. Un progetto anche civico che possa aprirsi al settore dell’associazionismo.

Accantonando per il momento il tema della candidatura del Pd alla premiership, che sarà oggetto di dibattito nel prossimo futuro, attualmente all’ordine del giorno c’è la nuova segreteria e l’operato del governo Gentiloni. Secondo Bersani questi ha tutte le carte in regola per continuare il suo operato fino al 2018. E’ poi importante affrontare l’argomento lavoro, le modifiche ai voucher, la sanità e occuparsi degli interventi dello Stato volti a soccorrere i lavoratori e i cittadini in stato di sofferenza.

Secondo Bersani: “chi ha di più deve dare di più”. E’ questa la strada da percorrere nel momento in cui l’esecutivo dovesse mettere mano ad una manovra correttiva. Vi è un unico margine che l’Italia deve chiedere all’Europa ossia quello riferito agli investimenti; per tutto il resto dovrà fare da sola.

Sul fronte interno Bersani si ritiene soddisfatto del piano migranti di Minniti, sostenendo che non è facile, per ogni regione, istituire dei Cie, “proprio per questo motivo occorre sostenere il programma del titolare del Viminale”, ha spiegato.

Soffermandosi invece sullo stato del partito, l’ex segretario, chiede più umiltà e invoca un coinvolgimento più ampio al fine di abbandonare la strategia dell’autosufficienza, bloccando sul nascere il dialogo Pd-FI sulla legge elettorale. “fare qualcosa contro i Cinque stelle non potrebbe che rafforzarli, sarebbe un autogol”. La figura che calcherà le scene di Palazzo Chigi, dovrà cercare di unire le varie componenti del centrosinistra. Ecco perché si va alla ricerca di un giovane Prodi. “Anche se sarebbe stato meglio dire un nuovo Prodi”, siccome non è detto che questi provenga dal mondo della politica.

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