Slot, quando non basta una riduzione

Le slot sono il gioco che stanno facendo da traino al grande successo del gambling. Lo dimostrano i dati e le statistiche. Esse infatti rappresentano ben il 56% del mercato. Stiamo parlando di una percentuale molto elevata. In tutto questo inoltre non va dimenticato il gaming online e mobile, che permette, con un semplice click o una comodissima applicazione, di poter giocare quando e dove si vuole. Insomma, niente più fila ai tabacchini e nelle sale giochi. Ma, se l’ambito virtuale rappresenta il futuro e, al momento, appare difficilmente limitabile, in quello terrestre si pensa di adottare alcuni provvedimenti. “L’obiettivo è quello della riduzione del 30% delle slot machine entro il 2019. Avevamo poi provato a cambiare ulteriormente sulla base delle indicazioni arrivate dalla Conferenza Stato-Regioni, che avrebbe dovuto chiudere i propri lavori subito dopo il Referendum Costituzionale, e ora vedremo se da lì uscirà una decisione. Il nuovo Governo, comunque, sarà in grado di recepirla in un decreto”: è con queste parole che il senatore del Partito Democratico Franco Mirabelli spiega qual è la linea dell’esecutivo. O meglio, qual era. Già, perché con la caduta del governo Renzi e l’approvazione blindata della Legge di Stabilità in quel di Palazzo Madama, non è stato possibile introdurre questa misura. E ora che si fa? Non dovrebbe cambiare molto. La strada sembra comunque esser già stata decisa. Occorre solo dare attuazione legislativa a tutto ciò. Resta da capire solo quali saranno i tempi.

Il senatore Mirabelli ha inoltre toccato un tasto dolente, ossia quello degli introiti dal gioco d’azzardo, vero e proprio tesoro per le casse dello Stato. Ma per il parlamentare è arrivato il momento di una svolta: “Capisco che sia difficile rinunciarvi , ma occorre farlo. Abbiamo anche previsto che diminuendo la domanda e l’offerta di gioco occorre inevitabilmente diminuire pure le aspettative dello Stato sulle entrate derivanti dal gioco. Siamo intervenuti già sulla tassazione e potremmo intervenire ancora attraverso un decreto se la Conferenza Stato-Regioni prenderà delle decisioni in merito”. Insomma, le idee sembrano essere abbastanza chiare e precise. Certo, va vista la loro applicabilità e trasformabilità in atti legislativi. Il mondo del gioco d’azzardo e un qualcosa di profondamente complesso e regolamentarlo è davvero molto delicato. Occorre quindi farlo con attenzione e intelligenza. Ridurre domanda e offerta di gioco può essere la strategia giusta, ma vanno posti dei paletti, come è ovvio che sia.

C’è poi un altro aspetto su cui Mirabelli è stato molto diretto, ossia la tutela dei minori, ma in generale di tutti i giocatori. Perché non basta rimuovere le slot machine da bar, tabacchini e locali pubblici se non si informa su cosa si rischia e si va incontro. La prevenzione è sempre l’arma più potente ed efficace. E poi, ovviamente c’è la lotta alla criminalità. Le leggi servono anche per evitare la creazione di un mondo illegale che fa competizione a quello legale. L’Italia aspetta un Testo unico sui giochi pubblici. Forse è davvero arrivato il momento di farlo. E questo conta molto di più di una semplice riduzione numerica. Non si può non saperlo e non affermarlo.

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